Cos’è l’agenda 2030 ?



L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile coincide con un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Essa si prefigge 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 target.

I lavori per l’attuazione dell’agenda hanno avuto inizio nel 2016.

Da tale data è nato un programma guidato per i prossimi 15 anni finalizzato al raggiungimento di obiettivi per uno sviluppo sostenibile nel 2030 considerati quali fondamentali per lo sviluppo mondiale.

Tra questi rientrano la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame, la lotta contro il cambiamento climatico.

Essi sono solo alcuni degli obiettivi dell’agenda 2030 e si tratta di traguardi che gli stati vogliono e sperano di raggiungere.



Tutti i paesi sono obbligati ad impegnarsi il raggiungimento degli scopi proposti da tale progetto.

Ciascun paese, infatti, viene valutato annualmente in sede ONU attraverso l’attività dell’High-level Political Forum (HLPF), che ha il compito di valutare i progressi, i risultati e le sfide per tutti i Paesi, e dalle opinioni pubbliche nazionali e internazionali.

Ogni quattro anni, inoltre, si svolge, un dibattito sull’attuazione dell’Agenda 2030 in sede di Assemblea Generale dell’ONU, alla presenza di Capi di Stato e di Governo: il primo dibattito di questo genere è avvenuto nel settembre del 2019.

Non poteva certamente non far parte di tale progetto l’Unione Europea resasi attiva nel fornire  importanti indicazioni ai suoi paesi membri per l’attuazione di misure volte al raggiungimento di obiettivi.

La commissione europea nel 2019 durante il discorso di apertura della seduta plenaria del Parlamento europeo presieduta da Ursula von der Leyen (luglio 2019) ha presentato un piano d’azione della durata 5 cinque anni volto al raggiungimento di obiettivi di sviluppo sostenibile.

In Italia,

Nel nostro paese è stato istituito il “benessere Italia” in grado di coordinare tutte le attività in Italia volte al raggiungimento degli obiettivi predisposti.

Si tratta di un organo della Presidenza del Consiglio cui spetta il compito di “coordinare, monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i Ministeri nel segno del benessere dei cittadini”.



Cinque sono le macroaree in cui si sviluppano le linee programmatiche del nostro paese, in grado di raggiungere gli scopi predisposti.

Al centro di tutto si pone la persona, rappresentando il perno attorno al quale si muove l’intero  sistema.

Con tale programma sono promossi stili di vita sani, definizioni di tempi di vita equilibrati,  promozione della formazione continua ed inoltre vengono indicate azioni finalizzate allo sviluppo umano.

La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS):

La strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile è lo strumento di coordinazione dell’attuazione dell’Agenda 2030.

Essa fu approvata dalla CIPE con Delibera n. 108/2017 e si tratta di un provvedimento che deve essere aggiornato con cadenza triennale “che definisce il quadro di riferimento nazionale per i processi di pianificazione, programmazione e valutazione di tipo ambientale e territoriale per dare attuazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

La SNSvS deve coordinarsi con il Piano Nazionale di Riforma (PNR) e con il Documento di Economia e di Finanza (DEF).

Si configura come il principale strumento per la creazione di un nuovo modello economico circolare, a basse emissioni di CO2, riguardo ai cambiamenti climatici e ad altri cambiamenti globali causa di crisi locali come, ad esempio, la perdita di biodiversità, la modificazione dei cicli biogeochimici fondamentali (carbonio, azoto, fosforo) e i cambiamenti nell’utilizzo del suolo.

Con tale organo si cercano quindi di superare le disuguaglianze economiche, ambientali e sociali e perseguire così uno sviluppo equilibrato, sostenibile ed inclusivo.

Ovviamente il conseguimento di tali obiettivi non può prescindere da adeguate politiche di bilancio e da precise riforme strutturali.



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