Cos’è la violenza intrafamiliare



La violenza intrafamiliare rappresenta un risvolto nettamente negativo che può in taluni casi realizzarsi nella coppia.

Sempre più spesso soggetti incapaci di domare o manifestare in pubblico le proprie tensioni, l’agressività.

Le frustrazioni, i disagi le sofferenze, le riversano nella sfera più intima dei rapporti primari.

La famiglia non rappresenta solo un sistema in cui agiscono vincoli affettivi positivi, quali la condivisione, il rispetto e l’amore, ma anche un sistema carico di affetti negativi quali la sopraffazione, la perversione, la prevaricazione fisica, psicologica, sociale, economica e sessuale.



La l. 04.04.2001, n. 154 recante “misure contro la violenza nelle relazioni familiari”, ispirata dall’esigenza di tutelare posizioni individuali piuttosto che la salvaguardia a tutti i costi del sistema familiare, ha attribuito al giudice, sia civile che penale, la possibilità di adottare misure, urgenti ed immediate, in favore della vittima di violenze domestiche.

Dette misure assumono il carattere di un ordine di protezione contro gli abusi familiari e sono attivabili mediante un ricorso che viene presentato al giudice.

Da tale momento si ha l’apertura di un procedimento urgente, che si chiude con l’attivazione di un ordine pronunciato nei confronti dell’autore delle violenze, che prevede:

  • La cessazione della violenza;
  • L’allontanamento dalla casa familiare, ma anche dai luoghi di lavoro, d’istruzione dei figli, dal domicilio dei prossimi congiunti;
  • L’intervento dei servizi sociali;
  • Il pagamento periodico di un assegno a favore dei familiari posto a carico dell’autore della  violenza

 

 

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